Nessun commento “Il blocco del traffico di questa domenica è chiaramente solo simbolico.E proprio se si prende come simbolo, evidenzia le difficoltà con cui Firenze e la Toscana si confrontano sulla lotta all’inquinamento. Il centro senza auto, ieri, era bellissimo. Bellissimo girarci in bici. Come sempre, però, il difficile era arrivarci”, dice Alessia Petraglia, capolista di Sinistra ecologia e libertà alle prossime elezioni regionali. “Le piste ciclabili della città sono poche e incoerenti, spesso lasciano le bici in mezzo al traffico, ma anche le strade del centro fiorentino sono una groviera, pericolosissima per tutti i mezzi a due ruote – prosegue Petraglia – Tutta la mobilità, a partire dalla rivoluzione di piazza del Duomo, è stata pensata senza considerare le bici: le soluzioni trovate per le due ruote sono arrivate sempre dopo gli altri mezzi. È un errore; ci sono perlomeno 30 mila fiorentini che usano la bici come uno dei principali metodi di spostamento, la stragrande maggioranza tutti i giorni. Ogni ciclista in più è un’auto in meno, uno scooter in meno, Co2 e Pm10 in meno. Firenze deve ribaltare mentalità quando si disegna la mobilità cittadina; prima si pensi al mezzo pubblico e alla mobilità non inquinante (pedoni, bici, mezzi elettrici), e si avvantaggino questi due assi strategici nel traffico cittadino. È questo uno degli strumenti (assieme al ricambio dei mezzi, al traffico merci che deve passare all’elettrico o a mezzi a bassa emissione, alla creazione rapida delle nuove tramvie, all’utilizzo del mezzo ferroviario metropolitano) per provare a sconfiggere lo smog in città”.
Nessun commento Le liste di Sinistra Ecologia Libertà in tutte e dieci le province toscane
Alle elezioni regionali del 28-29 marzo Sinistra Ecologia Libertà sarà presente in tutte le dieci province toscane. E’ il risultato di un faticoso lavoro che ha permesso la presentazione delle liste di Sel entro i termini di legge. La nuova sinistra di Nichi Vendola ha così superato il primo rilevante scoglio grazie al lavoro di decine di militanti ed alla firma di migliaia di cittadini toscani che ringraziamo. Partono ora le iniziative politiche di Sel, per far vincere il centro-sinistra di Enrico Rossi, superare l’iniquo sbarramento e portare la sinistra in Consiglio regionale.
I candidati e le candidate
Lista regionale
Petraglia Alessia, Lupi Mario
Provincia di Arezzo
Becattini Antonio, Tafi Luca, Lani Franco, Santarelli Elena, Tortoli Anna
Provincia di Firenze
Petraglia Alessia, De Santis Maurizio, Falchi Lorenzo, Alessi Antonella, Valiani Mauro, Venturi Maurizio, Bonsanti Giorgio, Innocenti Alice, Chelazzi Ettore, Bartoli Luca, Marini Rossana, Moretti Donatella, Graziani Sara, Jaff Serena
Provincia di Grosseto
Bonini Eva, Ragusa Alessandro, Giuliani Marco
Provincia di Livorno
Lupi Mario, Mazzei Maria Grazia, Bezzini Carla, Oliva Mario, Baldeschi Mario
Provincia di Lucca
Montemagni Marco, Boncompagni Cristina, Braccini Elena, Agresti Francesco, Colombini Elena, Francesconi Annamaria
Provincia di Massa Carrara
Ortori Simone, Betti Marco, Morelli Marsiglia
Provincia di Pisa
Scaramuzzino “Carlo” Carmelo, Bozzi Alberto, Billeri Serena, Ferrara Ilaria, Ciardelli Massimo, Cavallini Franco
Provincia di Pistoia
Pacini Andrea, Magrini Rosanna, Fregnan Emiliano, Bellandi Stella
Provincia di Prato
Armellini Marco, Zenaghi Roberta, Bresci Emanuele
Provincia di Siena
Cicero Alessandro, Rispoli Gaetano, Magini Marella, Cassanelli Anna
Nessun commento 24 Ore senza di noi – Comitato Fiorentino
Piazza SS. Annunziata – ore 16
Nessun commento SEL aderisce all’iniziativa dei comitati locali per la difesa e l’attuazione della Costituzione, in programma domani dalle 10 alle 17 presso l’Arci di Piazza dei Ciompi. “ La nostra partecipazione all’incontro- ha affermato Alessia Petraglia, consigliera regionale di SEL- non è un atto puramente formale ma un’adesione netta al principio che lo anima: la difesa e l’attuazione della Costituzione tout court, soprattutto oggi che è profondamente minata dal Governo nazionale. I continui attacchi alla magistratura, i tentativi di far valere gli interessi personali del capo del Governo anche a scapito della legge italiana, devono essere fortemente respinti. La Costituzione è un insieme di principi che devono essere realizzati”. “Ci troviamo dinanzi ad un Governo autoritario ed antidemocratico- ha concluso la consigliera- e, anche da queste iniziative condivise, deve partire una nuova opposizione al governo delle destre”.
Nessun commento “Sinistra Ecologia Libertà della Toscana sostiene lo sciopero degli immigrati del 1° marzo e sarà presente alle iniziative programmate in tante città della nostra regione”dichiara Giuseppe Brogi, portavoce toscano del partito di Nichi Vendola. “Le badanti che aiutano i nostri bambini e i nostri vecchi non fanno notizia; neppure gli immigrati dei cantieri edili, quelli che raccolgono la frutta, che mandano avanti le piccole aziende, che fanno tanti lavori umili e indispensabili – aggiunge Brogi. E’ un universo sommerso, spesso sfruttato ed emarginato, senza il quale sia le famiglie sia l’economia non starebbero in piedi. Con lo sciopero del primo marzo questi uomini e queste donne diventano visibili, esercitando un diritto per tanti di noi acquisito. Per questo una forza di sinistra deve essere al loro fianco. Anche così si favorisce una giusta integrazione ed un quadro di diritti-doveri validi per tutti”.
Nessun commento Il nostro tempo, come altre epoche della nostra storia, è caratterizzato dal fenomeno imponente e ineluttabile della migrazione proveniente dai più diversi continenti, spinta dalle cause più varie, che vanno dalla ricerca di condizioni di vita più dignitose alla fuga da guerre, persecuzioni personali o catastrofi naturali.I cittadini stranieri costituiscono oramai un tratto strutturale della nostra realtà territoriale, e questo è un dato che non è consentito ignorare. A titolo di esempio il 16,3% dei nuovi nati sono figli di stranieri, così come lo è più del 20% dei minori. Sono i nostri nuovi cittadini, che già contribuiscono allo sviluppo economico e sociale attraverso la presenza nelle scuole, l’apporto lavorativo, professionale e contributivo nel mondo del lavoro e attraverso la cittadinanza attiva. Se non vogliamo governare il fenomeno dell’immigrazione unicamente nella miope e controproducente prospettiva della sicurezza e dell’ordine pubblico, dobbiamo pensare alla costruzione di una società futura che si fondi sull’integrazione, il rispetto, la valorizzazione delle risorse e delle competenze. Non vogliamo più leggere sui giornali gli eventi drammatici e preoccupanti alla ribalta della cronaca di questi giorni, ai quali sembra venga data come unica risposta da parte delle istituzioni il pugno di ferro, scagliato indistintamente contro tutti gli stranieri. Assicurare le basi di partenza per coloro che si trovano in condizioni svantaggiate significa investire su una possibilità di effettivo inserimento e sulla garanzia di una società che sarà più forte, coesa e pacifica. Pensiamo ad una seria politica di accoglienza, tutelando primi tra tutti i cosiddetti migranti forzati, cioè i rifugiati politici e umanitari ai quali le convenzioni internazionali e la legge italiana attribuiscono precisi diritti. Accoglienza significa anche maggiore facilitazione ed efficienza delle pratiche di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e di ricongiungimento familiare, incrementando altresì la rete ed il ruolo dei mediatori linguistico-culturali nei servizi pubblici, sociali e di salute innanzitutto. Il nuovo cittadino dovrà vedere riconosciuti i propri diritti e la partecipazione alla vita pubblica, anche attraverso il riconoscimento del diritto di voto amministrativo. Ancora, le energie dovranno essere rivolte in direzione della formazione professionale e della valorizzazione e riconoscimento delle conoscenze professionali e lavorative già in possesso dei migranti, acquisite nei paesi di origine. I lavoratori stranieri, che spesso rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile perché impegnati nelle mansioni di livello inferiore, dovranno inoltre poter contare su una severa vigilanza volta a garantire legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro. Per coloro che sono presenti sul nostro territorio senza permesso di soggiorno, infine, persone alla ricerca di un inserimento sociale e lavorativo ma costretti alla clandestinità da percorsi normativi che la puniscono ma di fatto la presuppongono, dovranno essere comunque garantiti i diritti fondamentali enunciati dalla nostra Costituzione, primo tra tutti il diritto alla salute. Vogliamo continuare il lavoro svolto in questi anni, tradotto nelle importanti affermazioni contenute nell’ultimo Piano Sanitario Regionale e nella recente Legge regionale sull’immigrazione, riaffermando per contro la nostra contrarietà ai Centri di Identificazione ed Espulsione, strutture che si sono dimostrate inefficaci per l’obiettivo loro attribuito, costose e suscettibili di violare i diritti e la dignità delle persone detenute.
Nessun commento Tre parole rappresentano questo tempo duro: crisi, degenerazione, rancore. La crisi è quella economica che distrugge la vita delle persone. La degenerazione è quella fatta di corruzione, uso privato delle istituzioni, politica come mercimonio; questa degenerazione sbriciola la fiducia nelle istituzioni. Il risultato è un rumore di fondo che alla paura e sfiducia in tutti e nel futuro aggiunge un rancore che avvelena anche le relazioni umane. Spetta alla politica aggredire la questione morale ed imporre in modo intransigente un’etica dei comportamenti (specchiata onestà, totale trasparenza dei comportamenti e delle scelte, spirito di servizio). Per la sinistra c’è poi il ruolo, antico e senza tempo, di rappresentare i “senza” (senza potere, voce, forza). Non è altra cosa, guai a perdere il senso della missione…
La politica, poi, deve essere forte e autonoma, altrimenti lobbies e poteri economici e finanziari determinano le scelte che riguardano la vita delle comunità, mentre gli interessi generali e dei cittadini comuni restano privi di rappresentanza. E quando la politica si acconcia ad un ruolo misero e subalterno, prevale l’Italia del “malaffare”, che da anni rapina i soldi degli italiani su certe grandi opere e specula ignobilmente sulle catastrofi. La lezione è che quando la politica va in crisi e non si pone più i compiti alti del buongoverno, dell’esercizio del potere in nome di una causa nobile, può accadere che prevalga l’aspetto individuale della carriera e dei benefici, che certi governanti divengano “casta”, col senso dell’impunità e l’uso proprietario della cosa pubblica. E con la politica ridotta a meri comitati elettorali vengono meno gli anticorpi, il controllo democratico una volta esercitato dai partiti. Dunque, prima che la degenerazione produca guasti letali per la democrazia, la politica deve riformarsi da cima a fondo. Do you remember Enrico Berlinguer?
Giuseppe Brogi, Sinistra Ecologia Libertà Toscana
l’Unità-Toscana 25/02/2010
Nessun commento Ultimamente le pagine dei giornali sono piene di cattive notizie che riguardano i danni geologici del nostro territorio. Cresce il fronte della frana causata dal maltempo, così come il rischio idrogeologico, soprattutto al Sud. La Toscana non è un’isola felice, e la buona gestione del territorio deve essere prioritaria. I disastri ambientali che colpiscono la Toscana mettono a nudo, una volta di più, la realtà di una montagna ferita i cui effetti si manifestano rovinosamente sul fondovalle. L’effetto serra è responsabile di un progressivo e rapido innalzamento della temperatura media del pianeta, i cui effetti sono preoccupanti anche per quanto riguarda la violenza e la portata delle precipitazioni che si manifestano più violente ed abbondanti, concentrate magari in un breve lasso di tempo, con effetti disastrosi, con la massa d’acqua che precipita verso il basso.
Non dobbiamo comunque pensare che le cause dell’aumento degli eventi alluvionali siano legate solo all’aumento della temperatura media del pianeta. I paesini dell’Appennino e dell’Amiata si sono spopolati da diversi decenni. Diminuisce il numero di chi frequenta la montagna e la conosce, mentre aumenta quello di chi vi si reca solo con scopi predatori o quasi (raccolta e/o caccia di questo o quello). Il sottobosco disordinato è l’immagine più desolante di questo abbandono, la vegetazione che cresce caotica e il bosco, lasciato a se stesso, si degrada. Fra gli effetti più negativi dell’abbandono è la mancata regimentazione delle acque, l’assenza di quei microinterventi che, in passato, permettevano di controllare il corso dei torrenti i quali, innocui per gran parte della loro esistenza, diventano disastrosi quando l’acqua decide che è tempo che gli uomini si ricordino della sua potenza. Nel bosco incolto i piccoli dissesti alterano la circolazione delle acque, rendono imprevedibili gli effetti di precipitazioni eccezionali.
Nel bosco sporco, poi, il terreno fatica maggiormente ad assorbire l’acqua piovana alterando anche la capacità di accumulo delle sorgenti.
E’ stata l’opera paziente, minuziosa e capillare dell’uomo attraverso i secoli che ha reso la montagna un luogo nel quale generazioni di toscani hanno vissuto riuscendo a sviluppare un’economia e una cultura che ha basato i suoi principi nelle strette relazioni con il proprio territorio.
Il nostro programma punta, in questa materia, ad una gestione del territorio che diminuisca i fattori di rischio.
Molto è stato fatto con i Piani di assetto idrogeologico (Pai) che individuano zone con diversi gradi di pericolo, dove impedire o limitare l’edificazione e individuando per i fiumi e i torrenti, le casse di espansione in caso di piena; ma molto deve essere ancora fatto ripulendo costantemente e sorvegliando gli alvei e i letti.
Il monitoraggio costante, poi: occorre sviluppare le tecnologie che permettono di prevedere il verificarsi di possibili eventi critici e finanziare la conservazione e manutenzione del manto boscoso, infine, necessario per attenuare l’impatto di violente precipitazioni e di fenomeni erosivi, e minacciato dall’incuria, dall’inselvatichimento e dagli incendi.
Destinare risorse adeguate ad una effettiva politica di conservazione degli equilibri ambientali significa comprendere che tale problema non riguarda solo la montagna e chi ci vive, ma, e ciò in misura sempre maggiore, anche chi abita sulle rive di laghi e fiumi di pianura, o addirittura in località costiere. Gli interessi economici del mare e della montagna sono, quindi, più connessi di quanto si pensi.
Per noi di Sel la cura del territorio è prioritaria rispetto a ulteriori cementificazioni che potrebbero deturpare la nostra bella regione. Noi proponiamo che i nuovi Regolamenti edilizi nei comuni debbano perseguire l’obiettivo di un “abitare sostenibile”: incentivare interventi di elevata qualità , ridurre i consumi di energia e acqua, garantire il benessere e la salute degli abitanti, favorire l’utilizzo di materiali naturali e in particolare quelli di provenienza locale e soprattutto recuperare il patrimonio edilizio esistente.
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Per candidarsi a governare la Toscana ci vogliono idee e risposte, rispetto della regola democratica su cui si fonda il principio di rappresentanza, senso profondo delle istituzioni.
L’azione politica necessita di conoscere i suoi confini e la sua causa. Il nostro confine è la Carta Costituzionale, la nostra causa è quella delle persone, dei loro diritti e della qualità della loro vita. In questa prospettiva il lavoro, in tutte le sue forme ed inteso come la capacità di realizzarsi e di difendere la propria dignità, è il valore di riferimento comune. Per questo deve continuare ad essere al centro di
una politica di sviluppo sociale, su cui indirizzare le nostre migliori risorse politiche, economiche, sociali e gestionali. La ricchezza si può e si deve produrre con l’ingegno, l’intuizione, la creatività e la volontà di fare.
Il liberismo aggressivo, il mercato senza disciplina e senza altra
preoccupazione se non quella di soddisfare l’ambizione individuale e
l’arricchimento “pret-à-porter” hanno seminato pericolose convinzioni a cui sentiamo di replicare con una seria gestione dello sviluppo e della crescita.
Noi ci opporremo al declino lento agendo sulle potenzialità del sistema
regionale, sull’intraprendenza dei distretti industriali e di tutte le categorie economiche e professionali, sulla valorizzazione del territorio, sullo sviluppo di una socialità attenta, solidale e partecipativa. Una Toscana dinamica e accogliente,moderna e determinata, coraggiosa e tenace.
Una Toscana che lavora perché nel futuro ci sia più uguaglianza ed
opportunità di affermazione per tutti i suoi cittadini.
Una coalizione che firma un patto per i cittadini
Alla politica è richiesto uno scatto in termini di visione, progettazione e decisione, che stabilisca sia priorità di governo, sia punti di impegno precisi. Le forze del centro-sinistra sottoscrivono non solo un’idea di Toscana, ma un’agenda concreta delle azioni che prefiguri le decisioni da assumere nella futura Giunta e Consiglio Regionale. “Toscana democratica” è un’alleanza tra partiti che stanno insieme per scelta e rappresentano un sodalizio tra le diverse componenti della società toscana, rispondendo davanti ai cittadini in modo coeso e leale. Insieme dobbiamo passare dai difensivismi, tradizionalismi e localismi, ad un gioco d’attacco che eviti il rischio di una stagnazione culturale e materiale. La Regione
Toscana durante l’attuale legislatura ha fatto molto per arginare gli effetti della crisi sui lavoratori, le imprese, i cittadini in generale. Ora occorre guardare al “dopo crisi”: progettare il futuro, assumendosi la responsabilità di scelte che creino le condizioni per un nuovo ciclo industriale e di sviluppo economico, nuove opportunità di lavoro e crescita sociale, anche a tutela del bene comune e delle diverse categorie civili.
Lo sviluppo economico e la tutela del lavoro
La Toscana avanti tutta è il modo esplicito e diretto per definire una regione che aspira a diventare una delle prime in Europa, per la qualità della vita e dello sviluppo. Ciò può avvenire soltanto attraverso un processo di ammodernamento che la renda protagonista nella contemporaneità e meno seduta sul proprio passato ricco e importante. L’ossatura della nostra economia è costituita dalle piccole e medie imprese in tutti i settori, che stanno soffrendo la crisi e le cui
debolezze determinano un effetto negativo immediato sul livello di occupazione e sulle possibilità di ricominciare a crescere.
Il ruolo della Regione è determinante e dovrà concentrarsi su:
semplificazione amministrativa, infrastrutture (trasporti, energia e telematica), sostegno a nuovi settori.
Un patto per la qualità dello sviluppo parte da qui: la Regione si impegna a riformare il sistema dei servizi per adeguarli maggiormente ai bisogni dei cittadini e delle imprese, in cambio di creazione di posti di lavoro che possano dirsi tali, con le tutele e i diritti indispensabili per arrestare il processo di precarizzazione che inizia dalla condizione lavorativa e si estende all’intera vita dei nostri giovani.
Questi gli impegni concreti:
- Attuare una drastica semplificazione amministrativa che consenta
anche una riduzione della spesa corrente della pubblica amministrazione
regionale di 1% all’anno.
- Difendere il principio del “lavoro buono” e della “buona impresa” che ha successo ed è orientata allo sviluppo economico locale, al rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità di riferimento, in collaborazione con le parti sociali e gli enti locali.
- Combattere mediante un migliore coordinamento di tutte le Istituzioni
preposte, le forme di sfruttamento sul lavoro, i fenomeni di caporalato, le imprese irregolari, le vie del denaro sporco in uscita ed entrata,
l’insorgere di fenomeni di criminalità organizzata nostrana e straniera.
- Garantire il rispetto dei diritti e della legalità sui luoghi di lavoro,esercitando un maggiore controllo delle condizioni contrattuali, di lavoro e sicurezza anche nei processi di esternalizzazioni, sub-appalti e subforniture per conto di imprese o enti pubblici anche rescindendo i rapporti contrattuali in caso di inosservanza dei contratti di lavoro nazionali come previsto dalla legislazione vigente.
- Continuare le politiche regionali attuate dalla Giunta Martini a sostegno delle imprese (garanzie per l’accesso al credito, dilazioni di impegni finanziari, agevolazioni per imprese virtuose), dei lavoratori dipendenti (garantendo il prolungamento degli ammortizzatori sociali, varando un piano straordinario di formazione), nonché dei lavoratori precari (ricorrendo a fondi FAS per offrire corsi di formazione a chi ha meno di 35 anni).
- Attivare una cabina di regia regionale per la competitività e l’attrazione degli investimenti, proponendo zone dedicate e vincolate
all’industrializzazione, favorendo le imprese che investono in Toscana
(con finanziamenti pubblici orientati ad aziende socialmente responsabili
e revocabili in caso di mancato mantenimento delle unità produttive,
delocalizzazioni selvagge o speculazioni finanziarie entro 5 anni dal
conferimento).
- Prevedere un monitoraggio regionale delle imprese medio-grandi con
cui condividere strategie di sviluppo e di prevenzione delle crisi industriali ed occupazionali (sviluppando anche approcci innovativi, come ad esempio l’auto-imprenditorialità collettiva e cooperativa).
- Incentivare aggregazioni di imprese mediante nuovi assetti istituzionali (es. consorzi, associazioni temporanee di impresa o di scopo) e la trasformazione o aggregazione dei centri di servizi alle imprese.
- Favorire, mediante una legge regionale di riforma – da adottare come
uno dei primi impegni della futura legislatura, la progressiva
aggregazione su scala regionale degli ambiti territoriali e dei soggetti di gestione dei servizi pubblici locali (rifiuti, acqua, gas, casa, trasporto pubblico locale) per consentire, da un lato, una programmazione e vigilanza regionale, dall’altra, maggiori economie di scala, competitività e qualità del servizio.
- Sviluppare un distretto energetico regionale per la produzione di energia, valorizzando in particolare le fonti rinnovabili ed adottando un piano regionale di efficienza energetica che consenta di abbattere le emissioni inquinanti. La Toscana deve e può giocare un ruolo primario a livello nazionale ed europeo in quanto l’approvvigionamento e la produzione di energia sono ormai imprescindibili da una vera sostenibilità della crescita economica. Diciamo quindi no al nucleare (anche a quello di ultima generazione, perché produce scorie tossiche, richiede ingenti investimenti, tempi lunghi e… qualche volta scoppia!). Vogliamo sviluppare un “polo energetico costiero” che consenta una valutazione strategica degli effetti di una politica che deve produrre più energia riducendo le emissioni nell’area, risanando gli ambienti più compromessi e sviluppando le energie rinnovabili. In questo quadro, fatti salvi gli aspetti di tutela ambientale, di sicurezza, e di sostegno all’occupazione, occorre garantire lo sviluppo eco-sostenibile della geotermia, favorire la riconversione di centrali elettriche inquinanti, incentivare l’uso delle biomasse, risanare le aree industriali dismesse valutando, come nel caso di Rosignano-Solvay, la funzione di un impianto di rigassificazione nell’ambito di un bilancio energetico ed ambientale positivo.
- Completare l’infrastrutturazione di collegamento interno stradale e
ferroviario, rafforzando le dotazioni portuali e aeroportuali su scala
regionale per consentire lo sviluppo di una piattaforma logistica tra
Mediterraneo ed Europa. In particolare, occorre investire sulle
infrastrutture ferroviarie (es. binario unico, elettrificazione, ecc.) per incrementare il trasporto di persone e merci, così come sviluppare la
mobilità ciclabile.
- Estendere a tutto il territorio regionale la copertura della rete a banda larga e dare una centralità alla Rete Telematica sia come strumento di governance che di servizio al cittadino.
- Sostenere l’innovazione nell’agricoltura e l’affermarsi di una vera e
propria industria di trasformazione agroalimentare rafforzando la
cooperazione tra produttori, incentivando il ricambio generazionale e
l’accesso all’attività agricola in zone rurali. La filiera corta per diventare volano di un nuovo sviluppo necessita del coinvolgimento diretto della grande distribuzione e del mondo del commercio e della ristorazione,così come del sostegno verso i produttori alla creazione di strutture di interfaccia commerciale.
- Innovare nel settore turistico, visto il ruolo trainante per l’economia
toscana, ripensando il ruolo degli enti regionali preposti alla promozione del turismo, degli strumenti di marketing territoriale, di alcuni investimenti per servizi ai turisti. Valorizzare percorsi di “turismo emozionale” in grado di legare valori, persone, memoria e futuro della Toscana: per esempio via Francigena, ippovie, politica per le arti espressive come teatro, musica, danza, cinema ed arti contemporanee, offerte turistiche tematiche (es. artigianato artistico, enogastronomia, cinefilia, sport), rurali (es. vendemmia, raccolta delle olive, ecc.), o lavorativi/culturali (es. come “si fanno” pane, olio e vino). In particolare, favorire l’apertura di centri enogastronomici
di area vasta dove poter qualificare il consumo e l’acquisto
dei prodotti eccellenti toscani “a prezzi ragionevoli” (visti i 20 prodotti DOP e IGP e gli altri 18 in fase di riconoscimento).
- Sviluppare segmenti turistici innovativi (es. turismo congressuale e
naturalistico per allungare la stagione ed attrarre un maggior numero di
visitatori italiani e stranieri, con offerte focalizzate sulle terme, il mare e l’arcipelago, nonché la montagna).
- Transitare da un modello di finanziamento per bandi di gara generalisti
ad uno per progetti regionali finalizzati o orientati all’open innovation
territoriale (cioè ad iniziative trasversali tra grandi e piccole imprese, università ed enti pubblici), stimolando il sistema del credito a fare altrettanto attraverso investimenti sulle buone “idee” e non sulla rendita (ripensando in tal senso anche il ruolo di Fidi Toscana). Il principio di sussidiarietà e la differenziazione delle competenze dei diversi livelli di governance non può trasformarsi in un allungamento indefinito dei tempi di decisione: il sistema funziona se ogni livello viene responsabilizzato nel raggiungimento di obiettivi regionali, nei quali conta di più competere insieme verso l’esterno rispetto a competere all’interno dei confini regionali.
2. L’ambiente e il territorio
L’ambiente e il governo del territorio deve continuare ad ispirarsi ad una logica di utilizzo e preservazione.
Sostenibilità energetico-ambientale e sviluppo economico sono infatti due
obiettivi resi reciprocamente compatibili dalla crisi attuale. I toscani hanno necessità di tutelare il loro territorio come fattore di sviluppo turistico e agroalimentare, ma al tempo stesso hanno bisogno di produrre lavoro e ricchezza. Per questo nei primi mesi del governo sarà prioritario:
- Potenziare al massimo il riuso dei volumi edilizi esistenti contenendo il consumo di suolo e invertendo il processo di sviluppo disordinato degli insediamenti urbani (noto anche come sprawling), dando nuove linee di indirizzo per la pianificazione urbanistica e territoriale volte alla
costruzione di nuovi spazi pubblici come incubatori di socialità e ad
impedire la formazione di “ghetti”.
- Attivare una cabina di regia regionale in grado di pianificare ed
esercitare un’azione di governance nei confronti di Province e Comuni,
per la realizzazione di grandi progetti urbanistici ed infrastrutturali di interesse regionale.
- Accelerare i tempi per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti
nella cornice dei 3 ATO previsti, realizzando accordi per la riduzione degli imballaggi, il rispetto della legge sugli acquisti verdi nella pubblica amministrazione, il potenziamento della raccolta differenziata (riducendo il conferimento in discarica, ricorrendo al “porta a porta”), l’uso degli impianti di termovalorizzazione per la parte residuale (attuando con rapidità il piano regionale e ponendosi successivamente come obiettivo, in una logica di area vasta, la realizzazione di impianti meno numerosi e più efficienti, sostitutivi di quelli più piccoli e vecchi, uniformandosi ai migliori standard di sicurezza ed ambientali possibili).
- Valutare anche la sperimentazione di tecniche innovative come gli
impianti a freddo e la bio-digestione anaerobica.
- Coordinare su un orizzonte pluriennale gli interventi regionali e nazionali per la prevenzione del rischio idro-geologico e costituire un unico ATO regionale che consenta di mantenere e rafforzare un controllo pubblico sull’acqua (viste le crescenti evidenze a favore di una ri-publicizzazione di un bene comune di diritto universale), nonché di effettuare investimenti infrastrutturali urgenti per l’approvvigionamento e la manutenzione della rete idrica, la realizzazione di bacini o invasi, depuratori, nonché le politiche per il riuso delle acque reflue industriali ed agricole.
- Favorire nelle zone montane una corretta gestione del patrimonio
boschivo toscano (che è il più diffuso a livello italiano) sia in termini di contributo alla prevenzione del rischio idro-geologico, sia di difesa della qualità del territorio, sia per una produzione eco-compatibile di
biomasse.
- Sviluppare una pianificazione integrata energia-ambiente-sviluppo
economico che preveda anche strumenti di successiva implementazione mediante accordi di programma con gli enti pubblici,partnership con le imprese e forme di partecipazione pubblica.
- Migliorare la gestione di parchi ed aree protette in rapporto con il mondo dell’associazionismo e l’attività di ricerca delle Università.
- Siccome poi l’agricoltura nella nostra regione non è finalizzata solo alla produzione ma svolge un ruolo plasmante del cosiddetto paesaggio
toscano, occorre fornire sostegno al settore in controtendenza alla
riduzione delle risorse nazionali, perseguendo una strategia di sviluppo
economico dell’intero settore in grado di favorire l’emergere di
un’industria agroalimentare caratterizzata dalla multifunzionalità
(agricoltura biologica e di qualità – senza OGM, come da Legge
regionale), dalla tutela delle biodiversità, dalle agrienergie,
dall’innovazione organizzativa di filiera, ma anche da una migliore
governance operativa (es. tra Arsia, Artea, DG Sviluppo Economico,
Arpat), in previsione anche delle ulteriori modifiche nella Politica agricola comune a livello europeo.
3. Le relazioni sociali
La sfida per innalzare la qualità della vita dei toscani passa dallo
scioglimento di questo nodo: consolidare la capacità di risposta e la qualità dei servizi mantenendo la sostenibilità economica. Tre sono gli obiettivi di fondo che ci proponiamo di raggiungere nel campo dove il riformismo toscano ha dato i suoi migliori frutti. Il primo è la costruzione di un nuovo segmento di welfare rivolto in modo specifico e straordinario alle nuove generazioni di toscani, fatto di formazione, casa e opportunità di lavoro sicuro. Il secondo è il rafforzamento
dell’appropriatezza delle risposte socio-sanitarie per le categorie fragili, a partire dagli anziani non autosufficienti. Il terzo è il riconoscimento del valore sociale ed economico dei cittadini e cittadine immigrate e, quindi, la regolazione dei piccoli e grandi motivi di contrasto che insorgono in una popolazione che è già composta per quasi il 5% da cittadini stranieri e che modifica la capacità di risposta degli strumenti sociali.
Gli impegni che ci prendiamo:
- Investire sui giovani dai 18 ai 35 anni 200 milioni di euro suddivisi tra: contributi per chi si diploma e si laurea nei tempi e con il massimo dei voti; contributi in base al reddito per giovani e giovani coppie per
l’affitto; istituzione del prestito d’onore per sostenere studenti e
professionisti meritevoli da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa; fondo per lavoratori precari per investire in formazione.
- Orientamento alla parità di genere, a partire dalle nomine, designazioni e rinnovi degli organi amministrativi di competenza della Regione, ma anche a livello generale e nelle politiche a sostegno dell’occupazione ed imprenditoria femminile.
- Realizzare le priorità del Piano sanitario regionale in vigore, confermare i piani di investimento per nuovi ospedali e di adeguamento delle strutture sanitarie esistenti, con un rafforzamento delle iniziative di promozione della salute e delle politiche intersettoriali (es. salute & ambiente).
- Sostenere le famiglie mediante un piano straordinario di costruzione degli asili nido, agevolazioni economiche o fiscali nell’età scolastica alle famiglie con più di due figli, sostegno economico e con servizi alle
famiglie che scelgono di assistere a domicilio i propri anziani,
mantenendo anche l’impegno regionale a supporto della non
autosufficienza e della vita indipendente.
- Riorientare l’edilizia pubblica residenziale al recupero del patrimonio
esistente con progetti sperimentali di social housing, costruzioni di eco-bio edilizia, garanzie sui programmi di manutenzione, maturazione del
sistema di governance sulle funzioni di regolazione (Ato unico regionale
con presidi provinciali), valutando anche l’ipotesi di un’unica agenzia
per la casa o di assetti giuridici in forma di società di capitali pubbliche.
- Riguardo al tema dell’accoglienza ed integrazione dei nuovi immigrati,
per la coalizione Toscana democratica è una questione di principio
garantire il pieno rispetto dei diritti umani e della persona. Si conferma la validità di leggi e buone pratiche portate avanti in Toscana da Regione, enti locali, associazionismo e volontariato in tema di istruzione, salute, integrazione culturale. Tali iniziative saranno anche migliorate con la prevenzione, un miglior controllo del territorio, ed il rigoroso contrasto di tutte le forme di prevaricazione, pregiudizio e violenza nelle relazioni umane – da qualunque parte provengano.
- In particolare, sul tema degli immigrati irregolari, la coalizione esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei centri di identificazione ed espulsione in quanto si sono dimostrati inefficaci e non rispettosi dei diritti umani. Pertanto qualora vi fosse la decisione da parte del Governo nazionale di attivare sul territorio della Toscana un centro di identificazione ed espulsione, riteniamo che la collaborazione istituzionale a cui la Regione è tenuta sarà espletata a condizione di poter rafforzare le dimensioni di accoglienza ed integrazione nel contesto sociale (ovvero centri di piccole dimensioni, gestiti in collaborazione con il volontariato, tempi di permanenza limitati, sostegno alla regolarizzazione amministrativa).
4. La scuola, la conoscenza e la cultura Scuola dell’obbligo pubblica e qualità della formazione sono i nostri punti fermi.
Deve finire la politica dei tagli attuata dal Governo nazionale, c’è bisogno di più risorse per evitare di formare studenti e quindi cittadini di serie “a” e di serie “b”. Università e ricerca legate al territorio e sede di incontro tra flussi globali e bisogni locali, orientate non solo a frenare la “fuga di cervelli” ma anche e soprattutto ad attrarre studenti stranieri come primo veicolo della Toscana del mondo.
La Toscana dispone poi di un patrimonio storico, artistico e paesaggistico tra i più apprezzati al mondo, a cui si collegano elevati flussi di turisti (vera voce da annoverare tra l’export regionale), anche se non sempre è presente un’adeguata cultura dell’accoglienza ed investimenti a sostegno della qualità ricettiva o di grandi eventi di richiamo internazionale. In generale serve quindi una politica di
valorizzazione del patrimonio culturale in grado di promuovere e integrare soggetti ed interventi, in quanto la capitalizzazione di beni ed attività culturali rappresenta anche la miglior garanzia per la loro tutela.
Le nostre azioni in proposito:
- Mantenere l’impegno costante su risorse e tempo pieno nella scuola
pubblica dell’infanzia e primaria, rapporto permanente con il territorio
come risorsa culturale e formativa, formazione professionale, misure di
sostegno all’alfabetizzazione e accompagnamento nel percorso formativo per l’integrazione degli alunni e studenti stranieri, per la prevenzione del disagio scolastico e per il successo formativo di tutti.
- Contrastare l’abbandono scolastico prematuro con politiche per
l’aumento dei laureati, in particolare nelle materie scientifiche (in quanto più richieste sul mercato del lavoro) e favorendo l’apprendimento
permanente in età adulta.
- Incentivare un progetto di trasformazione per i nostri tre atenei finalizzato a razionalizzare, aggregare e specializzare le eccellenze universitarie toscane al fine di aumentarne la competitività all’esterno e migliorare le condizioni per studenti e lavoratori (soprattutto se precari).
- Favorire la nascita di soggetti ibridi come incubatori, spin-off, fondazioni miste, parchi scientifici, in grado di facilitare il trasferimento di conoscenze e tecnologie nelle imprese e nella società civile toscana.
- Orientare i finanziamenti regionali integrativi a risultati specifici in grado di rafforzare la competitività e le eccellenze conoscitive (brevetti, nuovi prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, nuove professionalità).
- Avviare un confronto con il Ministero dei beni culturali per fare della
Toscana un laboratorio di “federalismo culturale”, sviluppando un piano
strategico per la cultura trasversale a soggetti pubblici e privati ed in
grado di consentire la valorizzazione del patrimonio museale toscano.
- Investire sulla formazione e la professionalità di tutti gli operatori ed i mestieri coinvolti nel settore turistico e culturale.
- Garantire il diritto dei cittadini ad accedere al più ampio panorama delle informazioni, tutelando il pluralismo, lo sviluppo delle tecnologie
multimediali (es. televisione digitale) e valorizzando le imprese del settore presenti in Toscana (es. produzione audiovisiva e multimediale).
5. Ulteriori punti programmatici
Il presente accordo di coalizione, pur affrontando ed esprimendo una
convergenza sulla maggior parte degli obiettivi da perseguire nel corso della prossima legislatura, allo stato attuale non può considerarsi esaustivo rispetto ad altri spunti settoriali (es. agroalimentare, turismo, industria, moda, servizi, professioni, società dell’informazione e della conoscenza, ecc.), sociali (es. associazionismo, cooperazione internazionale, sport, ecc.), territoriali (es. macro-aree e singole
province), così come rispetto ad ulteriori puntualizzazioni (es. organizzazione pubblica amministrazione regionale, ecc).
Questi elementi saranno affrontati nell’ambito di un documento di indirizzo programmatico la cui prima stesura è già stata anticipata ai partiti di centrosinistra della coalizione.
In conclusione…
Abbiamo indicato le ragioni e gli obiettivi di un governo che si propone di produrre una nuova stagione di sviluppo. Durante la crisi si prepara il new deal. E a questo pensiamo e questo ci proponiamo. Regole per la crescita, interventi concreti, scelte coraggiose. Abolizione delle posizioni di rendita, snellimento degli apparati organizzativi, ammodernamento degli strumenti di gestione, responsabilizzazione sui risultati. Vogliamo per primi misurarci con la capacità, con
l’urgenza di dare spazio ad una generazione che già è con noi e che con noi e per se stessa deve saper costruire il prossimo futuro. Diamo quindi vita ora ad una coalizione dove si uniscono diverse sensibilità con la sola intenzione di produrre una sintesi nelle cose, nelle condizioni di vita, nella solidarietà e coesione sociale, nelle opportunità e nell’opera.
Questa, e con noi sarà, la Toscana Avanti tutta.