lunedì 26 aprile 2010 20:10

Giunta regionale: rassegna stampa di SEL

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CORRIERE SERA FIRENZE, 25 aprile 2010

«Da Enrico cedimenti leghisti»
Delusione di Sel, fuori dal governo: esclusi 60 mila toscani
Fuori dalla giunta ma vivi e combattivi. Sono i toscani di Sinistra Ecologia e Libertà, penalizzati dalle scelte di Enrico Rossi che giudicano «un’occasione persa per un disegno politico diverso del centrosinistra», come spiega l’ex capolista Alessia Petraglia. Quasi 60 mila i voti raccolti senza rappresentanza tra le fila del governo toscano: «È come se al posto degli elettori di una città come Livorno ci fosse un buco» dice Giuseppe Brogi, portavoce regionale. Che definisce pleonastico l’invito del segretario regionale dei Democratici Andrea Manciulli a un tavolo comune.
«Grazie ma non è una concessione di nessuno— rispondono— rimarremo nel centrosinistra responsabilmente liberi. Contenti di dire sì a posizioni e scelte buone e in dovere di dire no davanti a atti sbagliati». Come le politiche sull’immigrazione: nel programma di Rossi, dicono, alcuni vincoli sull’assegnazione delle case popolari agli extracomunitari denotano un cedimento leghista.
Sel ha pagato lo scotto di una corsa separata dai cugini della sinistra radicale, spiegano: «Andare soli è stato un banco di prova, una decisione presa dopo una riflessione interna per dare forza e gambe a un partito in gestazione— afferma Petraglia — ma il dialogo con la Federazione della Sinistra continua». I figli toscani di Nichi Vendola guardano al primo congresso nazionale, il prossimo ottobre, di questo partito non ancora partito e alle battaglie da condurre nella società civile, prima fra tutte quella sul referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, cui il Pd nazionale non aderisce, e per cui si è aperta ieri la raccolta di firme.
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L’Unità, 25 aprile 2010

Sinistra ecologia e libertà amareggiata per l’esclusione dalla Giunta regionale: <<Siamo l’unica forza che, dopo aver contribuito alla vittoria del centrosinistra, non sarà rappresentata».

SILVIA CASAGRANDE
Firenze

«Sinistra ecologia e libertà è l’unica forza politica che, dopo aver contribuito alla vittoria del centrosinistra, non sarà rappresentata nella Giunta regionale». Sono arnareggiati i rappresentanti toscani del partito di Nichi Vendola, che pensavano di meritare ben altro: «Avevamo dalla nostra – spiega il portavoce regionale Giuseppe Brogi — un buon risultato elettorale (3,8%), serietà, rigore, lealtà e persone di qualità. Ma il Pd non ha voluto ritenere questa carta d`identìtà abbastanza valida». «Una scelta -prosegue l’ex consigliere regionale di Sel Alessia Petraglia – che danneggia i quasi 60mila toscani che ci hanno votato: è come se una città come Livorno non venisse considerata>>. Ma la loro esclusione, proseguono, sarà dannosa soprattutto per il «centrosinistra nuovo e possibile» che sogna molta parte della società civile toscana e che, «se non nasce qui, dove?», E così Sel rimane nel centrosinistra — «collocazione che abbiamo scelto autonomamente e non per gentile concessione di qualcuno» – ma lo fa con libertà e autonomia politica: <<Saremo contenti di dire sì a provvedimenti utili alla Toscana e di dissentire rispetto a scelte sbagliate, come abbiamo sempre fatto — spiega Brogi – il nostro dissenso era già emerso alla presentazione della bozza programmatica di govemo>>. Il partito aveva infatti criticato l’introduzione di requisiti più stretti per accedere alle case popolari: in particolare la residenza sul territorio toscano da almeno 10 anni, poi scesa a 5: «È una norma anti-immigrati. Ma perché si insegue la Lega invece che ideare soluzioni al dramma abitativo
che non alimentìno guerre tra poveri?», si chiede Brogi. Altro terreno di scontro, il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua: «ll Pd non ha aderito al comitato promotore, anzi ha depositato una proposta di legge che sa di “sabotaggio” spiega il portavoce provinciale Maurizio De Santis – noi invece siamo stati a Scandicci stamattina (ieri ndr) e saremo al]’Anconella ai banchini per la raccolta firme, perché vogliamo fare fronte comune con i numerosi movimentì, dall’Agesci ai centri sociali, che combattono per l’acqua come bene comune». «Rossi dice che bisogna tomare nelle case del popolo – conclude Petraglia -noi ci siamo già!>>, Infatti la nuova sede regionale di Sel sarà al circolo Arci Porta al Prato di via delle Porte Nuove.

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la Repubblica Firenze, 25 aprile 2010

Fuori dalla squadra:”Quelle del Presidente sono lacrime di coccodrillo”      “Hanno perso l’occasione per un nuovo centrosinistra”

«ROSSI dice che Sinistra e Libertà deve avere un ruolo istituzionale? Lacrime di coccodrillo le sue, visto che solo lui poteva darcelo inserendoci nella sua giunta». Piu che amareggiati il portavoce toscano diSel Giuseppe Brogi, quello liorentino Maurizio De Santis e l’ex consigliereregionale AlessiaPetraglia.I vendoliani hanno ottenuto alle elezioni 57.813 voti, il 3,8 per cento, arrivando a sfiorarela soglia del 4 posta dalla nuovalegge elettorale a cui SinistraeLibertà era contraria. «Rossi ha preferito tener fede all’accordo tra Manciulli e Ciucchi che blindava la poltrona di Nencini in giunta, quel patto segreto con il quale un cuculo deponeva uova nel nido di altri uccelli, evidentemente non aquile.
Di noi e dei nostri sessantamila elettori, invece, nessuna cura.
Un danno perl’idea di un cantiere toscano valido per un centrosinistra nuovo e credibile in campo nazionale. Rossi e Pd hanno perso un’occasione per fare un lungimirante salto di qualità e staccarsi dalle pratiche che in questi anni hanno tolto l’anima al centrosinistra. Non ci interessano lacrime di coccodrillo sulla legge elettorale ormai orfana di padri». Nessun dubbio sulla volontà di ciascun esponente vendoliano di continuare a svolgere la propria attività politica: «Siamo e rimaniamo nel centrosinistra», dice Petraglia, «pur non rappresentati nella squadra di governo. Dunque nessuna richiesta e nessuna concessione, solo un dato di fatto. Qui rimar-
remo, responsabilmente liberi. Contentidi dire sì quando le scelte della Regione saranno buone, in dovere di dire no quando non le riterremo valide». Il presidente toscano continua a tendere una mano: «Sel rimane per me un problema aperto, bisognerà garantire la partecipazione all’elaborazione dei programmi della maggioranza, e dovremo trovare un modo per garantire anche a loro una rappresentanza istituzionale e politica», ripete.

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il Giornale della Toscana, 25 aprile 2010

Sel:<<Hanno escluso 60mila toscani>>.  Brogi e Petraglia contro il Pd: <<Restiamo nella coalizione ma responsabilmente liberi>>

Dentro la coalizione si ma <<responsabilmente liberi >>. E questa la posizione di Sinistra ecologia e libertà che accusa il Pd e Rossi di non aver avuto il coraggio di <<costruire un nuovo centrosinistra>> e di aver deliberatamente deciso di tener fuori il partito di Vendola dalla giunta regionale. «Abbiamo conseguito un buon risultato elettorale (3,8%), abbiamo sempre tenuto un comportamento serio e messo a disposizione persone valide oltre a portare avanti la sollecitazione per costruire un nuovo centrosinistra. Questa nostra <<carta d’identità>> non è però stata ritenuta valida da Enrico Rossi e dal Pd >>, ha esordito il portavoce regionale del partito, Giuseppe Brogi, che ieri ha incontrato i giornalisti insieme all’ex consigliere regionale di Sel Alessia Petraglia. <<Consideriamo inaccettabile l’esclusione di Sel dalla giunta regionale», hanno proseguito Petraglia e Brogi, spiegandone i motivi: <<E un danno
per il nostro partito, ma soprattutto per 57.813 cittadini toscani che ci hanno votato e che sono esclusi dalla Regione, è come se al posto degli elettori di una città come Livorno ci fosse un buco. Ed è un danno per l’idea di un cantiere toscano valido per un centrosinistra nuovo e credibile in campo nazionale.
Rossi e Pd – hanno detto ancora – hanno perso un’occasione per fare un lungimirante salto di qualità e staccarsi dalle pratiche che in questi anni hanno tolto l’anima al centrosinistra». E di fronte alle aperture o compensazioni sbandierate da Rossi e Manciulli, gli esponenti Sel hanno risposto che «la nostra collocazione nel centrosinistra ce la siamo scelti autonomamente, abbiamo stretto un patto con gli elettori, e non è una gentile concessione politica di qualcuno, nè una richiesta che abbiamo avanzato, perchè eravamo nel centrosinistra e vi rimarremo responsabilmente liberi. Contenti di dire sì a posizioni e scelte buone e in dovere di dire no davanti a atti sbagliati>>. A partire dalla vicenda delle graduatorie per gli alloggi popolari:<< La vicenda delle case agli immigrati per 5 0 10 anni prevista dal programma. Questa è una brutta vicenda dal sapore para-leghista». Da Sel critiche alla nuova legge elettorale con cui <<si sono fatte le pentole ma non i coperchi. Il Pd pensava infatti di essere auto-sufficiente e così non è, una giunta di 10 persone lascia ferite aperte in tutta la Toscana, oltre a un patto segreto che ha ipotecato anche alcune postazioni e con il quale un cuculo ha deposto uova nel nido di altri uccelli, evidentemente non aquile>>.

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sabato 24 aprile 2010 11:31

57.813 cittadini esclusi dalla Regione Rossi e Pd hanno perso l’occasione per un nuovo centrosinistra

di Giuseppe.Brogi - Categorie: Articoli
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Sulla carta d’identità di Sinistra Ecologia Libertà sono stampati il buon risultato elettorale, la messa a disposizione di persone di indubbia qualità, un comportamento serio e rigoroso, l’attenzione ai contenuti, la sollecitazione affinché dalla Toscana scattasse un colpo d’ala per alimentare un centrosinistra nuovo. Ma questa carta d’identità non è stata ritenuta valida: Sel è l’unica forza che dopo aver contribuito alla vittoria del centrosinistra non sarà rappresentata nella Giunta regionale.
E’ un danno per Sel, ma soprattutto per 57.813 cittadini toscani che sono esclusi dalla Regione, Consiglio e Giunta: è come se al posto degli elettori di una città come Livorno o Pisa e Siena sommate ci fosse un buco. Ed è un danno per l’idea di un cantiere toscano valido per un centrosinistra nuovo e credibile in campo nazionale. Rossi e Pd hanno perso un’occasione per fare un lungimirante salto di qualità e staccarsi dalle pratiche che in questi anni hanno tolto l’anima al centrosinistra. Non ci interessano lacrime di coccodrillo sulla legge elettorale ormai orfana di padri. Poiché è stato detto che serve una nuova legge, bastava avere la volontà di correggere ora il danno fatto un anno fa con lo sbarramento, le non preferenze, la riduzione a 10 assessori e quel patto segreto con il quale un cuculo deponeva uova nel nido di altri uccelli, evidentemente non aquile.
Non è in discussione la nostra collocazione: abbiamo scelto di stare nel centrosinistra per esserne il sale e gli elettori per questo ci hanno votato: dunque nessuna richiesta e nessuna concessione, solo un dato di fatto. Qui rimarremo, responsabilmente liberi. Con l’assillo costante di fare proposte a contatto con le persone, a partire da quelle che non hanno voce. Contenti di dire sì quando le scelte della Regione saranno buone, in dovere di dire no quando non le riterremo valide, come l’accettazione dell’idea “padana” degli sbarramenti per gli immigrati nell’assegnazione delle case popolari inserita nel Programma di governo, fatto che apre alla guerra tra poveri anziché lavorare per più case per le fasce deboli della popolazione. Con semplicità, passione, onestà cercheremo di rigenerare la politica, anche per contribuire a costruire quell’alternativa a Berlusconi che manca all’Italia.
Oggi inizieremo a raccogliere le firme sui tre referendum per l’acqua pubblica insieme a tante associazioni e movimenti; domani saremo alle manifestazioni per il 25 aprile. Inizia il cammino che ci porterà al 1° congresso di Sel, previsto per l’autunno.

martedì 13 aprile 2010 12:47

“Io sto con Emergency”: l’adesione di Sinistra Ecologia Libertà della Toscana

di admin - Categorie: Comunicati stampa
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“In questa inquietante storia una cosa a noi pare certissima: i volontari di Emergency vanno liberati subito”. Lo sostiene Sinistra Ecologia Libertà della Toscana attraverso il suo portavoce Giuseppe Brogi. “Il valore e l’indipendenza di Emergency sono fuori discussione, solo qualche fazioso può offendere persone che rischiano la propria vita in zone di guerra e di disperazione. In Afghanistan sono occhi e orecchie scomodi, certamente non per la popolazione civile per la quale ospedali e ambulatori di Emergency sono l’alternativa alla morte” aggiunge Brogi. “Domani, mercoledì 14 parteciperemo al presidio in Via Cavuor a Firenze e molti di noi hanno sottoscritto l’appello on line ‘Io sto con Emergency’ (www.emergency.it). Facciamolo in tanti: anche così possiamo far sentire la nostra solidarietà ai tre volontari e chiederne la liberazione”.

lunedì 12 aprile 2010 12:48

“Con il 56,83% il centrosinistra vince a Pietrasanta. In Versilia è cambiato il vento”

di admin - Categorie: Comunicati stampa
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Dichiarazione di Giuseppe Brogi, portavoce toscano di Sinistra Ecologia Libertà

“Con un risultato squillante, il 56,83%, su una percentuale di votanti di tutto rispetto, il 68,10%, il centrosinistra unito strappa Pietrasanta nell’unico ballottaggio toscano. Dopo anni di guasti del centrodestra, un altro fondamentale comune della Versilia sarà amministrato dalle forze democratiche e di sinistra. Ora si può dire che il vento è cambiato in tutta la Versilia. Sinistra Ecologia Libertà ha contribuito a questa vittoria e festeggia insieme al nuovo Sindaco Domenico Lombardi a cui vanno i nostri complimenti e i migliori auguri di buon lavoro.”

sabato 10 aprile 2010 13:28

A SINISTRA C’E’ UN BUCO DA COPRIRE

di admin - Categorie: Articoli
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57.815 voti, il 3,8%, non saranno rappresentati nel Consiglio regionale della Toscana. E’ come se al posto degli elettori di una città come Livorno o Pisa e Siena sommate ci fosse un buco. Per un pugno di voti Sinistra Ecologia Libertà non entra in Consiglio a causa della legge elettorale toscana, coda mozzata e fuori tempo dell’autosufficienza.

Partire da quasi niente e in tre mesi arrivare a quella cifra è stato un quasi miracolo, in quantità e qualità. Dopo la Puglia di Vendola, per Sel è il miglior risultato regionale; nei centri urbani, luoghi problematici e dinamici, quasi ovunque è oltre il 4% (a Firenze è al 6%). E quei voti non sono stati inutili, anche perché sono serviti a far vincere bene Rossi e rendere il centrosinistra toscano più forte.

Oggi Sel è più ricca e più povera. Più ricca di volontari che hanno lavorato con entusiasmo e generosità; di candidati che sul campo si sono conquistati stima e affetto; di consensi su idee che camminano anche dopo la chiusura delle urne. Più povera, perché non sarà in Consiglio, e lì si sentirà la mancanza della serietà che nella sua autonomia Sel ha sempre dimostrato.

E’un seme per il futuro, che cresce mettendo insieme posizioni nitide e spirito di servizio per una causa più grande. E’un patrimonio per tutto il centrosinistra che a livello nazionale da queste elezioni esce male. Abbiamo bisogno di una casa diversa e forte, un’alternativa ideale, politica, culturale per un’Italia corrotta nel midollo dal berlusconismo. In questo senso la Toscana può diventare un laboratorio valido per tutto il Paese. Anzitutto sui problemi reali, incarnando l’angelo della coesione e della solidarietà che sconfigge il demone della crisi che uccide lavoro e futuro. Poi sulla politica: unire e valorizzare  tutte le forze che esprimono buona politica, vitalità e lealtà è la condizione per costruire in modo lungimirante un nuovo centrosinistra quale alternativa credibile alla destra. Fermarsi alle rendite acquisite, ma inadeguate per questa sfida, sarebbe un segno di pigrizia che non ci possiamo permettere, a partire dalla formazione del nuovo governo regionale e per tutto l’agire politico del tempo prossimo.

Giuseppe Brogi

Portavoce Sinistra Ecologia Libertà

l’Unità 9 aprile 2010

sabato 10 aprile 2010 13:26

«Dal calcio alla politica, gioco per la salvezza. Stavolta dei compagni» Ulivieri coordinatore di Sel a San Miniato

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Per una sinistra che dall’Olimpo della serie A della politica, il governo, è scesa nelle serie basse di risultati percentuali ad una cifra, come se fosse caduta in Lega Pro, c’è bisogno di un allenatore, di ripartire dal basso. E così Renzo Ulivieri è diventato segretario. L’allenatore di Bologna, Torino, Reggina, ora presidente dell’Aiac (l’associazione degli allenatori), con il cuore «politico» a sinistra, è da mercoledì scorso coordinatore del circolo di Sinistra ecologia e libertà di San Miniato, in Provincia di Pisa. La sua città natale, quella dove ha mosso i primi passi come mister, lo vede ora a «far rinascere la sinistra».

Partiamo dai fondamentali: è nota la sua militanza nel Pci, ma perché lei si sente di sinistra?

«Perché sono nato di sinistra. Ho vissuto una famiglia di sinistra, ho una educazione di sinistra. Oggi dicono che non ha più senso: siccome ho un po’ d’anni sulle spalle, penso il contrario. Ho respirato i valori di solidarietà, di eguaglianza, di giustizia da giovane: sono cose che restano dentro».

La solidarietà però non è solo un valore di sinistra…

«Vede, di fronte a chi a bisogno, sia persone di destra che di sinistra possono sentire il bisogno di intervenire. Ma chi è di sinistra si muove per tutti, non solo per quelli in cui inciampiamo. È un valore che guida tutte le azioni».

Anni ’60, Ulivieri assessore a San Miniato. Com’è andata allora?

«Mi occupavo di pubblica istruzione, tempo libero e sport, non credo proprio di essere stato bravo: ero giovane, non ero preparato. Amministrare è una cosa diversa della politica. Ma ti porti dietro quelle che sei in qualunque ruolo giochi. Anche nel fare l’allenatore, se ne accorgono che sei di sinistra, negli atteggiamenti, nel rapporto con i giocatori: quello è un ruolo dove devi «comandare», noi di sinistra invece cerchiamo partecipazione, condivisione».

Si parla di calcio e si pensa ad un mondo tutto soldi e veline, molto distante dalla sinistra. È così?

«No, nel modo più assoluto. Il mondo del calcio è fatto di giocatori, allenatori, dirigenti. Di lavoratori delle società sportive, di chi è impegnato sui campi. Il mondo dello sport è il quinto-sesto per numero di dipendenti nel Paese. Se si guarda il tutto, bisogna dire che non è vero. E quando parlo con i ragazzi, non ho questa impressione. Ho parlato con tanti presidenti: a diversi gliel’ho fatto notare: “Lei dice di essere di destra, ma mi pare di sinistra nel modo di pensare”. Al presidente del Torino, che aveva appena firmato un contratto con la Fiat, dissi: “Sono tanti soldi, complimenti”. “No, sono tanti posti di lavoro per i miei operai”, rispose. Gli regalai una delle mie tessere del Pci, a cui tenevo molto. Sorrise: “Guardi, non la porto dietro perché sono un vecchio democristiano. Ma la metto lì nel mio studio, la considero un grande regalo”».

Ora lei è diventato coordinatore di un circolo di Sel. Riparte dal basso. Normalmente, alle personalità del mondo del calcio si offre una candidatura perché portano voti…

«Non ho l’età. E non devo fare carriera politica. Il mio sarà servizo allo stato puro, volontariato. Voglio dedicare del tempo alla sinistra, che ha tanti problemi. Quando ho avuto la percezione di essere usato dalla politica, ho sempre risposto no. Qui sono io che lavoro per la sinistra». E cosa ha intenzione di fare? «Bisogna far funzionare questo circolo, qui a San Miniato. Partendo dai risultati delle elezioni: sono buoni, siamo arrivati vicini al 4 per cento. Non abbiamo strutture di base, ma abbiamo una cifra importante, è stato un bel risultato. Non siamo entrati in Consiglio regionale: prendiamola come una fortuna, trasformiamola in un’opportunità. Servirà alla costruzione di noi stessi. Non abbiamo una lira? Saremo liberi. Non dipendiamo da nessuno. Ora bisogna trovare idee: deve diventare la nostra ossessione. Da qualche parte bisogna cominciare per riunire la sinistra. Non c’è altro da fare, è una cosa urgente, non possiamo cazzeggiare. Rischiamo di perdere una generenazione se allunghiamo i tempi. E se perdiamo questa generazione, non recuperiamo più. Chi comincia? Noi».

Perché secondo lei in Toscana la sinistra regge, ma a Nord e a Sud crolla?

«Perché qui c’è una storia, quella regge ancora. Ma la storia finisce. Altrimenti si fanno analisi superficiali, c’è una fiducia che non va dispersa, vanno coinvolti tanti giovani. A loro non offriamo posti, ma la possibilità di impegnarsi. Questo ha ancora un fascino. Siamo noi il massimo della libertà. Tre gli obiettivi: coinvolgere i giovani, dare servizi ai cittadini. E poi, far capire a chi ci guarda chi siamo: persone per bene che si impegnano nell’interesse di tutti».

A Bologna sostenne Cofferati, da sinistra, però con molti dubbi.

«Sono entrato nel Pd, ero nell’assemblea nazionale, sono uscito l’anno scorso: non mi ci sentivo più. Ma senza rancore. Ora guardo ad una forza con la quale costruire il futuro, una sinistra che deve rimanere autonoma e diventare forza di governo: altrimenti, perché fai politica, se non per incidere, per scegliere? Da soli non si va da nessuna parte. Ora la priorità è costruire noi stessi. Poi, penseremo al resto». Perché è uscito dal Pd? «Perché non mi convinceva. Mi sono impegnato molto anche a Bologna, però ho capito che c’era bisogno qua, in Toscana, e nella sinistra radicale. Se ognuno porta un sassolino, lo deve portare qua. Sennò si muore. E una sinistra che si perde, come un sindacato che si perde, è una perdita di democrazia».

Qui in Toscana ci sono state inchieste che hanno coinvolto anche amministratori del centrosinistra. Che effetto le hanno fatto?

«Non le conosco, se non da quello che ho letto sui giornali. Ma sa cosa mi disse un giorno un giudice, uno di quelli che a destra definirebbero una “toga rossa”? Che se un reato viene commesso da uno di sinistra, è più grave. Certo, è una estremizzazione del discorso, ma a noi è richiesta più etica, più senso del bene pubblico. La sinistra si deve riappropriare della missione della politica: che è anche dimostrare concretamente i valori in cui crediamo».

Però poi il centrosinistra fa una legge elettorale che, per voi di Sel, è più penalizzante di quella fatta dal centrodestra al governo: e così in Regione non sarete rappresentati…

«Bisognerà cambiare questa legge».

Senta, se fosse allenatore del centrosinistra che ruolo assegnerebbe a Bersani, Di Pietro e Vendola?

«Bersani centrocampista, Vendola tre quartista di rifinitura, Di Pietro terzino, marcatore».

Al nuovo presidente della Toscana Enrico Rossi e al sindaco di Firenze Matteo Renzi?

«Rossi centrocampista cursore: dovrà correre tanto, lavorare con umiltà. E Renzi… arbitro».

Il Corriere Fiorentino, 4 aprile 2010

venerdì 09 aprile 2010 14:49

GRAZIE alle elettrici ed agli elettori toscani che vogliono un Paese migliore e lo hanno votato!

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