Piena solidarietà ai lavoratori e adesione sciopero Primo maggio indetto dai sindacati regionali confederali
Piena solidarietà ai lavoratori e adesione sciopero Primo maggio indetto dai sindacati regionali confederali.
NON è sciopero ad personam, è sciopero per la dignità del lavoro, contro demagogia e strumentalizzazioni.
SEL Toscana aderisce e sostiene lo sciopero indetto per il Primo maggio dai Sindacati confederali regionali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil-Tucs) contro le ordinanze di tutti quei Sindaci che pensano di poter superare la crisi di consumi in cui il nostro Paese da tempo si avvita attraverso proclami ideologici e inutili, buoni soltanto a far parlar di sé: l’unico effetto che tali provvedimenti avranno sarà quello di far pagare ai lavoratori e alle lavoratrici la loro smania di protagonismo.
Non usciremo dalla crisi tenendo aperti i negozi il Primo maggio: a Firenze, il giorno prima, andrà in scena la “notte bianca”, gli esercizi commerciali resteranno aperti fino a tarda sera. Perché allora chiedere insistentemente l’apertura anche per il giorno seguente? L’unico vero scopo di questi provvedimenti è il tentativo di svuotare date e simboli conquistati nel tempo dal movimento dei lavoratori per interloquire con le imprese commerciali e per accattivarsi le simpatie dei poteri forti (sulla vertenza Mirafiori e il caso Marchionne la risposta è stata analoga). Abbiamo appreso che amministrazioni di destra si sono schierate a favore della difesa del Primo Maggio: è evidente che quando amministratori di centro sinistra smettono di rappresentare i valori, la dignità e i diritti dei lavoratori prende campo il populismo di destra o leghista, a maggior ragione in presenza di una campagna elettorale.
Un plauso particolare va ai Sindacati toscani che sulla difesa del Primo Maggio hanno saputo ritrovare unità di intenti e di azione: la Toscana può divenire – sul piano delle relazioni sindacali – un modello da praticare anche a livello nazionale.
Noi non staremo a guardare, SEL farà la sua parte: chiediamo a tutti i nostri iscritti, militanti e simpatizzanti di unirsi ai lavoratori in sciopero il Primo Maggio, secondo le modalità decise dai sindacati confederali, per affermare che la dignità del lavoro ed i diritti faticosamente conquistati non possono essere svenduti – con la scusa della crisi – sull'altare del narcisismo cinico e suicida di alcuni Sindaci.




























