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Posts from the ‘La nostra voce’ Category

18
feb

Dimissioni in bianco: io non firmo.

Perchè, se firmo la lettera di dimissioni in bianco quando mi assumono, perdo la libertà di lavorare senza ricatto, diventare madre quando voglio, esercitare il diritto di sciopero, curarmi se mi ammalo.

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18
gen

“Riforma del mercato del lavoro e rapporto IRPET”

FORUM Lavoro ed Economia SEL Livorno.

“Riforma del mercato del lavoro e rapporto IRPET” – 11.01.12

Documento conclusivo

Che dalla crisi non si possa uscire come ci siamo entrati, è ormai un fatto,prima ancora che un luogo comune. Il governo Monti è l’artefice ultimo di un nuovo assetto delle relazioni sociali e politiche ma anche istituzionali , i cui effetti negativi già si vedono.

Monti completa, con consensi parlamentari di cui Berlusconi non poteva disporre, la rivoluzione passiva avviata nel trentennio liberista. Leggi…Leggi...

27
dic

Il lavoro

Il lavoro,la considerazione cui gode costituisce la cartina di tornasole del valore della Costituzione repubblicana, quanto di essa viva o meno nel tessuto della società italiana, a cominciare da quella politica a quella istituzionale.

L' Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro,recita l'art.1 della Costituzione; non  è una professione di fede, rappresenta in sintonia con la cultura democratica dell'Europa, uscita dalla guerra antifascista, la  consapevolezza del ruolo di coesione sociale,civile,etico, che il

lavoro assolve in democrazia. Questa cultura innerva tutta la Costituzione ; dagli articoli che impegnano la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che impediscono a tutti i cittadini di concorrere al governo dello Stato, al riconoscimento del ruolo dei sindacati ecc. Questi valori, per quanto condivisi ed attuati nel corso della prima fase della Repubblica, hanno consentito al nostro paese di crescere, alle classi lavoratrici di riconoscersi nelle Istituzioni democratiche nella stessa prova del terrorismo.

Nel trentennio liberista che ci sta alle spalle, ma di cui non ci siamo ancora liberati,si opera una vera propria rivoluzione passiva. Non il lavoro,e il suo prodotto, neanche quello accumulato in una azienda produttiva,il profitto capitalistico, costituiscono il metro di misura del valore sociale, ma la rendita e la speculazione finanziaria; sono gli anni in cui si opera un gigantesco trasferimento di risorse dal lavoro alla rendita,si accresce il divario sociale a punte scandalose, in cui il salario da variabile indipendente diventa variabile dipendente da una logica di mercato che ci ha portato all'attuale disastro. Il primo colpo fu alla scala mobile che proteggeva (male!ma proteggeva )il potere d'acquisto delle famiglie popolari, da allora si apre un divario che sembra non avere ancora toccato il fondo;da allora si afferma che le leggi che tutelano i diritti dei lavoratori sono variabili come il loro salario. Le politiche di concertazione degli anni '90,portate avanti dal sindacato, hanno avuto il loro limite nel venir meno della sponda politica nel centrosinistra; il lavoro  non era più il riferimento sociale e valoriale.

Le politiche di concertazione hanno guidato la riforma delle pensioni di Dini nel '95 e le politiche contrattuali dagli anni '90 ad oggi;le politiche di Monti  rappresentano uno sfregio ai sacrifici che queste hanno comportato..

Parlare di flexsecurity in Italia è un  arma di distrazione di massa,ma l' art.18 costituisce un valore civile  nella misura in cui il suo ombrello protegge tutti i lavoratori.

A fronte della destrutturazione dei diritti,come si sta realizzando alla FIAT, a cui sta seguendo Federmeccanica,le battaglie difensive non sono sufficienti. La storia dell' Italia ci dice che i diritti del lavoro costituiscono il punto di riferimento di tutti i diritti.,compreso quello all’unità nazionale; non c’è prato di Pontida,non c’è strillo secessionista, che eguagli quanto Marchionne e la destra fanno contro il contratto nazionale, quanto fa Moretti con la soppressione dei treni notturni che collegano il territorio nazionale

I dati dell'Istat diffusi in questi giorni :sul divario crescente tra salari rimasti sostanzialmente al palo e prezzi ci ricordano che non si esce dalla crisi senza una ripresa della domanda interna.

Gli interessi del lavoro coincidono con gli interessi generali; l'Italia non deve continuare ad essere l'unico paese d'Europa in cui il lavoro non ha rappresentanza politica.

Vittorio Vittori

SEL Livorno

 

19
dic

Articolo 21

Siamo in uno di quei passaggi in cui si pone un problema di verifica di linea politica per Sel e per tutta la sinistra italiana.

La nascita e l'azione del governo Monti, i suoi effetti sulla società italiana e sul quadro politico costituiscono la cartina di tornasole dei cambiamenti avvenuti nella cultura politica nel ventennio del trionfo liberista. Se ieri nessuno era autorizzato a pensare che la fine del ciclo berlusconiano sarebbe stata salutata da un “heri dicebamus”, men che mai si può dare ad intendere che la conclusione (quando ci sarà!) della esperienza del Governo Monti ci consentirà di ripartire dalla fotografia di Vasto;per togliere ogni dubbio leggo che Franceschini si è espresso per il proporzionale.

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16
dic

Identità

L’orgoglio della nostra identità di livornesi si nutre della consapevolezza che essa è frutto dell’apporto di culture, religioni, etnie diverse che non si sono “integrate” con qualcosa di preesistente, ma hanno, in un rapporto di interazione, costruito qualcosa di nuovo, appunto. E questo è avvenuto in un processo storico che aveva tutto, meno che i tratti della liberalità o della misericordia.

Quindi il punto non è quello che  ci ricorda il Sindaco,che “la crisi mette alla prova la capacità di accoglienza della nostra città”, come se questo fosse un lusso che  ci possiamo  permettere con maggiori difficoltà; ma quello di capire e far capire che siamo di fronte a processi che vanno governati e nei quali ognuno deve fare la propria parte, a cominciare dal governo nazionale a noi.

Il 10% dei cittadini livornesi è composto da immigrati

Se i pluralismo è un ricchezza per tutti va dimostrato; dobbiamo trovare forme di valorizzazione delle comunità presenti a cominciare dai loro luoghi di culto; risolvere una volta per tutte alcuni elementi di criticità (quanto deve durare la situazione di via Buontalenti, piazza del Cardinale ?): deve essere esplicitato che la Livorno cui pensiamo col Piano strutturale è fatta anche per loro e con loro.

Ed il linguaggio ed i comportamenti devono essere conseguenti. Chi la pensa diversamente da noi non può essere oggetto di censure morali o peggio di offese.

Non dimentico le parole di un sacerdote livornese che si è permesso di trattare da vigliacco e da fallito Lucio Magri per la scelta di darsi la morte.

Non ci sono canoni, che non siano quelli delle leggi, cui adeguarsi. Ogni cultura, se è tale, partecipa alla costruzione della comunità civile.

Vittorio Vittori

Livorno

 

6
dic

Le ricette del prof. Monti

Le ricette del prof. Monti non sono la medicina che salverà l'Italia; più semplicemente sono la prosecuzione delle infezioni che hanno fatto ammalare il nostro paese. La prosecuzione con gli indirizzi di politica economica e sociale del governo Berlusconi del resto è stata dichiarata fin dalla presentazione in Parlamento.

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22
nov

Programma in…cammino

Idee per Pistoia 2012

21
nov

Guardiamo le cose per quello che sono

Guardiamo le cose per quello che sono: Monti presiede un governo di stabilizzazione moderata,nel senso della conservazione dell'ordine sociale ed economico. Probabilmente  in parte, i conti del paese saranno risanati; per certo il conto lo ha presentato ai soliti noti: lavoro,pensioni,ICI le scansioni della sua azione ;lo sviluppo sono le grandi opere (TAV. Ponte di Messina ecc.).

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3
nov

E DOMANI? RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

Lettera aperta di Riccardo Cammelli

L’Italia sull’orlo del collasso, sul baratro, a pezzi. L’ultimatum europeo impone velocità decisionale e idee, quella velocità e chiarezza che c’è stata per le cosiddette leggi “ad personam” e che non c’è quando si tratta dell’Italia, degli italiani. E’ la dimostrazione di un assioma che abbiamo recitato come una litania per anni. Vorrei però esporre in alcuni punti, e socializzare alcune riflessioni per il domani, stavolta cercando di essere sintetico:

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23
ott

Fare storia

Diceva Benedetto Croce che la storia costituisce sempre storia del presente; traduco questa affermazione nel senso che la riflessione storica, come scienza, deve aiutare a comprendere i processi contemporanei, i fattori che condizionano ed orientano il nostro presente; questa opera si sviluppa permanentemente alla luce di nuove scoperte documentali, ma anche di nuovi approcci culturali con i quali si giudica utile tornare ad investigare il passato.

Sinistra Ecologia Libertà - Sel Toscana